♻️ Autodemolitori protagonisti dell’economia circolare: il ruolo di ADA
Neryus è costantemente alla ricerca di nuovi partner affidabili per ampliare e rafforzare la propria rete di fornitori di ricambi auto usati garantiti. In quest’ottica, abbiamo deciso di raccontare la nostra esperienza all’interno dell’Associazione Demolitori Autoveicoli (ADA), realtà che rappresenta e dà voce agli autodemolitori italiani. L’obiettivo è semplice: spiegare in modo concreto i vantaggi di affidarsi a un marketplace specializzato, dove ogni ricambio è tracciabile, le spedizioni sono rapide e il supporto al cliente è sempre presente. Un modo per valorizzare il lavoro degli autodemolitori e renderli protagonisti attivi dell’economia circolare.
Quali sono oggi le principali sfide che gli autodemolitori italiani devono affrontare per valorizzare e vendere i ricambi usati?
L’attività di demolizione degli autoveicoli fuori uso si basa su due principali fonti di ricavo: la vendita dei rottami e la vendita dei ricambi usati. Negli ultimi anni, la seconda è diventata prevalente nei ricavi degli autodemolitori, in risposta alla crescente domanda di componenti di seconda mano, legata alla varietà dei ricambi disponibili sul mercato. Sono molti i modelli di auto in circolazione, e uno stesso modello può montare ricambi differenti, costruiti da fabbriche diverse o modificati nel tempo, al punto da risultare non intercambiabili con quelli di qualche anno prima Per questo motivo, quando si cerca un ricambio, è fondamentale conoscere l’anno di costruzione del veicolo. Questo scenario genera una grande varietà e quantità di ricambi da gestire. Per massimizzare le vendite, gli autodemolitori più lungimiranti hanno capito che il mercato non si limita al territorio circostante del proprio magazzino, ma può essere l’intero mondo, se si decide di organizzare una vendita online. La vendita online rappresenta il futuro di questa attività, ma richiede una nuova organizzazione e specializzazione del lavoro in tutte le fasi: dalla scelta dei ricambi da smontare, allo smontaggio, allo stoccaggio, fino alla presentazione dei prodotti per la vendita. Tutte queste novità, da un lato, permettono una forte valorizzazione dei ricambi, ma dall’altro comportano la necessità di una struttura organizzativa più complessa e importanti investimenti iniziali.
In che modo un marketplace come Neryus può diventare uno strumento strategico per aumentare visibilità, efficienza e vendite?
Con la vendita online, si entra nel mercato globale, ma questo mercato ha le sue regole di visibilità, che possono risultare complesse e onerose. Affidarsi a un marketplace specializzato è un modo per trovare una guida in questo nuovo contesto, ancora sconosciuto ai più.
Tra tracciabilità, rapidità di spedizione e assistenza clienti, quali aspetti ritenete più determinanti per migliorare il mercato dei ricambi usati e perché?
Come ho detto, il principale obiettivo è avere visibilità. Successivamente, valgono le regole del mercato tradizionale: in primis, rapidità e assistenza clienti.
Il nuovo regolamento europeo sui veicoli fuori uso introduce la responsabilità estesa del produttore e requisiti più severi per la tracciabilità e il trattamento delle componenti. Come vede queste novità in relazione al mercato dei ricambi usati?
Il nuovo Regolamento Europeo, attualmente ancora in discussione a Bruxelles, pone grande attenzione sul riuso delle parti provenienti dai veicoli demoliti. Richiederà esperienza e professionalità nella scelta dei ricambi auto idonei, durante le fasi di stoccaggio e trasporto. Soprattutto, imporrà una tracciabilità rigorosa dei ricambi, con il duplice obiettivo di limitare la dispersione dei veicoli fuori uso e contrastare il mercato grigio dei ricambi. Troppo spesso, i privati vendono autonomamente le parti e abbandonano i veicoli, che – privati dei ricambi – non possono più essere rottamati gratuitamente. Il mercato online, se non regolamentato, consente la vendita di ricambi di dubbia provenienza, talvolta anche provenienti da furti. La tracciabilità, garantita da un’etichetta che riporti i dati del veicolo di origine e dell’impianto di demolizione, serve non solo a contrastare questi fenomeni, ma anche a fornire al consumatore una garanzia sull’affidabilità del ricambio. Infatti, in base al Regolamento, sarà compito del demolitore valutare l’efficienza del ricambio prima di metterlo in vendita.
Come vede il futuro del settore dell’autodemolizione in relazione alla crescita dell’economia circolare e alla digitalizzazione?
Gli autodemolitori sono i veri pionieri dell’economia circolare. Dal 2000, l’obiettivo europeo di riciclo è fissato nell’85% del peso di un veicolo. Posso dire che, da sempre, il riciclo e il riuso dei materiali e dei ricambi di un veicolo fuori uso superano l’80% del suo peso. La digitalizzazione sarà essenziale, non solo per facilitare la vendita dei ricambi auto usati, ma anche per garantire la loro tracciabilità.
Quali suggerimenti dareste agli autodemolitori che vogliono innovare il proprio modello di business sfruttando piattaforme come Neryus?
Ai nostri associati non mi stanco di ripetere che il futuro delle nostre aziende è nella vendita online e nell’apertura al mercato globale. Questa scelta richiede determinazione, organizzazione e investimenti. Ma se non si intraprende questa strada, con le normative europee in arrivo, il futuro di chi non si prepara sarà incerto.

